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mercoledì, 22 aprile 2009,03:09

ego

Mentre nell'Ego sociale vi può essere sia dipendenza sia indipendenza mentale, nell'Ego culturale vi può essere solo dipendenza mentale. Vediamo meglio. 

Il settimo ed ultimo tipo di Ego umano, in ordine decrescente di grandezza, è quindi l'Ego culturale. Abbiamo definito l'Ego culturale come un insieme di pensieri di Credenza di un corpo che crede di avere una identità di persona di cultura, che "sa" qualcosa. Analizziamo quindi tale definizione. 

 

"un insieme di pensieri di Credenza..."

L'Ego umano è un insieme di pensieri di Credenza, e non di Sapienza come l'Ego spirituale. Ciò significa che un corpo umano si crea un Ego quando inizia ad illudersi di avere una consapevolezza, una intelligenza, ossia una capacità di comprendere la realtà. Ciò avviene quando il corpo umano comincia ad associare ad una data percezione sensoriale un dato pensiero, ossia quando il corpo umano inizia a pensare. Il corpo umano, come tutte le forme spazio-temporali, non è stato creato per pensare, ma solo per fungere da corpo ospitante per lo Spirito. E' lo Spirito che entra nel corpo e gli dà vita, consapevolezza e quindi pensiero.

Tale associazione tra percezione sensoriale e pensiero nasce quando la confusione tra proprietà e possesso (tipica dell'Ego spirituale) si prolunga per un tempo tale nell'Anima che si "cristallizza" e diventa Sapienza di Credenza, cioè l'Anima si convince a tal punto di ciò che sa che perde l'umiltà verso l'Assoluto, l'unico che tutto sa, e comincia a pretendere anche verso le altre Anime che la propria Sapienza sia vera. Quando l'Anima arriva a pretendere che la propria Sapienza sia verità assoluta, a quel punto viene meno totalmente la Fede nell'Assoluto da parte dell'Anima. E quando una tale Anima infedele si incarna in un corpo umano trasmette tale infedeltà al corpo che la ospita, e si va così a formare la Credenza di Sapienza nel corpo, cioè il corpo inizia a credere di sapere cose vere, e quando tale credenza diviene massima anche il corpo (così come successo per l'Anima) perde totalmente la Fede.

 

"...di un corpo che crede di avere..."

Quando si crea confusione tra pensiero e percezione sensoriale (derivata come detto da una confusione tra proprietà e possesso), si crea confusione tra ciò che è sostanza e ciò che è apparenza. Ciò accade poiché si valutano le cose, a partire da se stessi, non per ciò che appaiono in quanto tali (ossia in quanto percezione sensoriale) ma per ciò che gli altri pensano di come tali cose appaiano (ossia in quanto pensiero associato ad una data percezione sensoriale). In altre parole, l'Ego umano si inizia a sviluppare quando un corpo pensa di apparire nel modo in cui gli altri dicono.

 

"...una identità di persona di cultura, che "sa" qualcosa"

Dando importanza a ciò che le altre persone dicono, una persona sarà portata di conseguenza a confrontarsi con le altre persone e a misurarsi con loro, utilizzando come unità di misura le parole espresse dalle altre persone. Dando valore e considerando vere le parole altrui, una persona può costruire sopra tali parole una serie di altre parole (sì perché non sono pensieri quelli del corpo, bensì parole, o silenti ossia parole che girano per la testa, oppure espresse ad alta voce; chi "mette" il pensiero è lo Spirito incarnato) che vanno ad accentuare le parole (positive o negative) espresse dalle altre persone riguardo ad essa. E' così che ci si forma una propria idea sulla propria apparenza.

La prima forma di idea sulla propria apparenza, per un corpo umano, riguarda la propria identità sessuale. Quest'idea si forma tipicamente nei primi anni di vita del bambino e si basa sull'associazione pensiero/percezione sensoriale che in un bambino viene automatico fare: è cioè normale che un bambino si crei un proprio Ego, è anzi necessario come forma di autodifesa da ciò che non si conosce.

Come visto nei precedenti articoli della serie il primo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l'Ego maschile, il quale indica quell'Ego che ci dà un'idea di quale sia il sesso dominante, mentre il secondo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l'Ego femminile, il quale invece indica quell'Ego che ci dà un'idea di quale sia l'emozione dominante. Una terza fase del meccanismo di autodifesa biologica di un bambino è quella di ricercare, una volta fatta una selezione tra le persone adatte alla sua protezione sia da un punto di vista caratteriale che emotivo, una persona specifica tra quelle considerate protettive. E' in questa fase, il cui inizio varia da bambino a bambino a seconda di quanto le due fasi protettive precedenti abbiano soddisfatto il suo bisogno di protezione, che nasce l'Ego romantico o di coppia. Ricordiamo che tutti questi meccanismi sono puramente istintivi del corpo, sono meccanismi di autodifesa biologica: è cioè la natura stessa del corpo umano che fa sì che si crei per forza di cose un Ego nel bambino.

Nel caso in cui tale Ego romantico sia presente, anche in minima parte, solo allora è possibile che si crei un Ego familiare. Solo infatti una volta che si è creata una propria identità di gruppo, seppur minimo e ristretto ad una sola altra persona (come succede con l'Ego romantico o di coppia), allora è possibile che si crei un'idea di gruppo più estesa e che interessa le persone con cui si è cresciuti sin dalla più tenera infanzia.

Così come nell'Ego familiare e nell'Ego amicale, anche nell'Ego sociale si crea un'identità di gruppo. L'Ego sociale, in particolare, interessa tutte le persone in quanto tali, cioè in quanto umani. Ciò che quindi contraddistingue l'Ego sociale è la creazione di un'identità di gruppo legata all'esistenza stessa degli esseri umani, indipendentemente che in ambito più privato si sia cresciuti con loro o meno (Ego familiare) o che li si abbia frequentati sin dalla più tenera infanzia o meno (Ego amicale).

L'Ego culturale è anch'esso un'identità di gruppo. In particolare, si tratta di un aspetto dell'Ego legato alla conoscenza del soggetto egoico. E la conoscenza, in quanto tale, è costituita da pensieri ed è cioè un aspetto mentale. O meglio, ci può anche essere un aspetto emotivo in un ego culturale, ma non è requisito necessario affinché tale Ego esista, affinché cioè l'Ego abbia una propria identità di gruppo in quanto persona che "sa" qualcosa. Il sapere oggetto dell'Ego culturale può essere di qualsiasi tipo di conoscenza, immanente o trascendente.

L'Ego spirituale, infatti, non si distingue dall'Ego umano per l'oggetto conosciuto (immanente o trascendente), quanto piuttosto per la diversa visione riguardo al rapporto con ciò che è altro da sé: l'Ego spirituale vede tutto ciò che esiste in un rapporto tra classi (inferiore o superiore), mentre l'Ego umano vede tutto ciò che esiste in un rapporto tra gruppi (umani). Nel primo caso, cioè, si sottolinea il diverso livello di verità della visione (il che presuppone, egoicamente, la conoscenza della verità assoluta) mentre nel secondo caso si sottolinea il diverso contenuto di verità della visione.

L'Ego spirituale è quindi un Ego tra diversi livelli di verità, l'Ego umano è invece un Ego tra diversi contenuti di verità. Nel primo caso si presuppone la conoscenza della verità assoluta, nel secondo no.

L'Ego culturale è per definizione un aspetto dell'Ego assoluto, va da sé perciò che l'Ego assoluto è anche un Ego culturale. L'Ego assoluto contiene tutti i tipi di Ego esistenti, i quali sono solo parti dell'Ego assoluto con una loro autonomia. Possiamo chiamare ognuno dei 10 Ego che vedremo (3 spirituali e 7 umani) con il nome di maschera o personalità, nel senso che sono insiemi di pensieri o comportamenti autonomi e distaccati dal nostro vero Io, il nostro Spirito, ed anzi in contrasto con esso.

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martedì, 21 aprile 2009,23:37

ego

Mentre nell'Ego amicale la dipendenza o indipendenza relazionale è solo affettiva, nell'Ego sociale è solo mentale. Vediamo meglio. 

Il sesto tipo di Ego umano, in ordine decrescente di grandezza, è quindi l'Ego sociale. Abbiamo definito l'Ego sociale come un insieme di pensieri di Credenza di un corpo che crede di avere una identità in quanto umano, essere sociale. Analizziamo quindi tale definizione. 

 

"un insieme di pensieri di Credenza..."

L'Ego umano è un insieme di pensieri di Credenza, e non di Sapienza come l'Ego spirituale. Ciò significa che un corpo umano si crea un Ego quando inizia ad illudersi di avere una consapevolezza, una intelligenza, ossia una capacità di comprendere la realtà. Ciò avviene quando il corpo umano comincia ad associare ad una data percezione sensoriale un dato pensiero, ossia quando il corpo umano inizia a pensare. Il corpo umano, come tutte le forme spazio-temporali, non è stato creato per pensare, ma solo per fungere da corpo ospitante per lo Spirito. E' lo Spirito che entra nel corpo e gli dà vita, consapevolezza e quindi pensiero.

Tale associazione tra percezione sensoriale e pensiero nasce quando la confusione tra proprietà e possesso (tipica dell'Ego spirituale) si prolunga per un tempo tale nell'Anima che si "cristallizza" e diventa Sapienza di Credenza, cioè l'Anima si convince a tal punto di ciò che sa che perde l'umiltà verso l'Assoluto, l'unico che tutto sa, e comincia a pretendere anche verso le altre Anime che la propria Sapienza sia vera. Quando l'Anima arriva a pretendere che la propria Sapienza sia verità assoluta, a quel punto viene meno totalmente la Fede nell'Assoluto da parte dell'Anima. E quando una tale Anima infedele si incarna in un corpo umano trasmette tale infedeltà al corpo che la ospita, e si va così a formare la Credenza di Sapienza nel corpo, cioè il corpo inizia a credere di sapere cose vere, e quando tale credenza diviene massima anche il corpo (così come successo per l'Anima) perde totalmente la Fede.

 

"...di un corpo che crede di avere..."

Quando si crea confusione tra pensiero e percezione sensoriale (derivata come detto da una confusione tra proprietà e possesso), si crea confusione tra ciò che è sostanza e ciò che è apparenza. Ciò accade poiché si valutano le cose, a partire da se stessi, non per ciò che appaiono in quanto tali (ossia in quanto percezione sensoriale) ma per ciò che gli altri pensano di come tali cose appaiano (ossia in quanto pensiero associato ad una data percezione sensoriale). In altre parole, l'Ego umano si inizia a sviluppare quando un corpo pensa di apparire nel modo in cui gli altri dicono.

 

"...una identità in quanto umano, essere sociale"

Dando importanza a ciò che le altre persone dicono, una persona sarà portata di conseguenza a confrontarsi con le altre persone e a misurarsi con loro, utilizzando come unità di misura le parole espresse dalle altre persone. Dando valore e considerando vere le parole altrui, una persona può costruire sopra tali parole una serie di altre parole (sì perché non sono pensieri quelli del corpo, bensì parole, o silenti ossia parole che girano per la testa, oppure espresse ad alta voce; chi "mette" il pensiero è lo Spirito incarnato) che vanno ad accentuare le parole (positive o negative) espresse dalle altre persone riguardo ad essa. E' così che ci si forma una propria idea sulla propria apparenza.

La prima forma di idea sulla propria apparenza, per un corpo umano, riguarda la propria identità sessuale. Quest'idea si forma tipicamente nei primi anni di vita del bambino e si basa sull'associazione pensiero/percezione sensoriale che in un bambino viene automatico fare: è cioè normale che un bambino si crei un proprio Ego, è anzi necessario come forma di autodifesa da ciò che non si conosce.

Come visto nei precedenti articoli della serie il primo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l'Ego maschile, il quale indica quell'Ego che ci dà un'idea di quale sia il sesso dominante, mentre il secondo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l'Ego femminile, il quale invece indica quell'Ego che ci dà un'idea di quale sia l'emozione dominante. Una terza fase del meccanismo di autodifesa biologica di un bambino è quella di ricercare, una volta fatta una selezione tra le persone adatte alla sua protezione sia da un punto di vista caratteriale che emotivo, una persona specifica tra quelle considerate protettive. E' in questa fase, il cui inizio varia da bambino a bambino a seconda di quanto le due fasi protettive precedenti abbiano soddisfatto il suo bisogno di protezione, che nasce l'Ego romantico o di coppia. Ricordiamo che tutti questi meccanismi sono puramente istintivi del corpo, sono meccanismi di autodifesa biologica: è cioè la natura stessa del corpo umano che fa sì che si crei per forza di cose un Ego nel bambino.

Nel caso in cui tale Ego romantico sia presente, anche in minima parte, solo allora è possibile che si crei un Ego familiare. Solo infatti una volta che si è creata una propria identità di gruppo, seppur minimo e ristretto ad una sola altra persona (come succede con l'Ego romantico o di coppia), allora è possibile che si crei un'idea di gruppo più estesa e che interessa le persone con cui si è cresciuti sin dalla più tenera infanzia.

Così come nell'Ego familiare e nell'Ego amicale, anche nell'Ego sociale si crea un'identità di gruppo. L'Ego sociale, in particolare, interessa tutte le persone in quanto tali, cioè in quanto umani. Ciò che quindi contraddistingue l'Ego sociale è la creazione di un'identità di gruppo legata all'esistenza stessa degli esseri umani, indipendentemente che in ambito più privato si sia cresciuti con loro o meno (Ego familiare) o che li si abbia frequentati sin dalla più tenera infanzia o meno (Ego amicale).

Quell'Ego la cui esistenza dipende dall'esistenza degli esseri umani è, come il concetto di esistenza stesso, un aspetto puramente mentale.  O meglio, ci può anche essere un aspetto emotivo in un ego sociale, ma non è requisito necessario affinché tale Ego esista, affinché cioè l'Ego abbia una propria identità di gruppo in quanto essere umano. Ciò che contraddistingue l'Ego sociale è cioè un pensiero mentale sul tipo di identità che il soggetto egoico ha all'interno di tutta la comunità umana. L'Ego sociale è cioè il modo in cui il soggetto egoico vede se stesso in quanto umano, ossia il ruolo che dà a se stesso all'interno della comunità umana.

L'Ego sociale è per definizione un aspetto dell'Ego assoluto, va da sé perciò che l'Ego assoluto è anche un Ego sociale. L'Ego assoluto contiene tutti i tipi di Ego esistenti, i quali sono solo parti dell'Ego assoluto con una loro autonomia. Possiamo chiamare ognuno dei 10 Ego che vedremo (3 spirituali e 7 umani) con il nome di maschera o personalità, nel senso che sono insiemi di pensieri o comportamenti autonomi e distaccati dal nostro vero Io, il nostro Spirito, ed anzi in contrasto con esso.

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giovedì, 16 aprile 2009,16:57

ego

La dipendenza o indipendenza relazionale, che nasce nell'Ego familiare, si trasmette anche nell'Ego amicale. Nell'Ego amicale, tuttavia, la dipendenza o indipendenza è solo affettiva, mentre nell'Ego familiare può essere sia affettiva sia mentale

Il quinto tipo di Ego umano, in ordine decrescente di grandezza, è quindi l'Ego amicale. Abbiamo definito l'Ego amicale come un insieme di pensieri di Credenza di un corpo che crede di avere una identità di amico. Analizziamo quindi tale definizione. 

 

"un insieme di pensieri di Credenza..."

L'Ego umano è un insieme di pensieri di Credenza, e non di Sapienza come l'Ego spirituale. Ciò significa che un corpo umano si crea un Ego quando inizia ad illudersi di avere una consapevolezza, una intelligenza, ossia una capacità di comprendere la realtà. Ciò avviene quando il corpo umano comincia ad associare ad una data percezione sensoriale un dato pensiero, ossia quando il corpo umano inizia a pensare. Il corpo umano, come tutte le forme spazio-temporali, non è stato creato per pensare, ma solo per fungere da corpo ospitante per lo Spirito. E' lo Spirito che entra nel corpo e gli dà vita, consapevolezza e quindi pensiero.

Tale associazione tra percezione sensoriale e pensiero nasce quando la confusione tra proprietà e possesso (tipica dell'Ego spirituale) si prolunga per un tempo tale nell'Anima che si "cristallizza" e diventa Sapienza di Credenza, cioè l'Anima si convince a tal punto di ciò che sa che perde l'umiltà verso l'Assoluto, l'unico che tutto sa, e comincia a pretendere anche verso le altre Anime che la propria Sapienza sia vera. Quando l'Anima arriva a pretendere che la propria Sapienza sia verità assoluta, a quel punto viene meno totalmente la Fede nell'Assoluto da parte dell'Anima. E quando una tale Anima infedele si incarna in un corpo umano trasmette tale infedeltà al corpo che la ospita, e si va così a formare la Credenza di Sapienza nel corpo, cioè il corpo inizia a credere di sapere cose vere, e quando tale credenza diviene massima anche il corpo (così come successo per l'Anima) perde totalmente la Fede.

 

"...di un corpo che crede di avere..."

Quando si crea confusione tra pensiero e percezione sensoriale (derivata come detto da una confusione tra proprietà e possesso), si crea confusione tra ciò che è sostanza e ciò che è apparenza. Ciò accade poiché si valutano le cose, a partire da se stessi, non per ciò che appaiono in quanto tali (ossia in quanto percezione sensoriale) ma per ciò che gli altri pensano di come tali cose appaiano (ossia in quanto pensiero associato ad una data percezione sensoriale). In altre parole, l'Ego umano si inizia a sviluppare quando un corpo pensa di apparire nel modo in cui gli altri dicono.

 

"...una identità di amico"

Dando importanza a ciò che le altre persone dicono, una persona sarà portata di conseguenza a confrontarsi con le altre persone e a misurarsi con loro, utilizzando come unità di misura le parole espresse dalle altre persone. Dando valore e considerando vere le parole altrui, una persona può costruire sopra tali parole una serie di altre parole (sì perché non sono pensieri quelli del corpo, bensì parole, o silenti ossia parole che girano per la testa, oppure espresse ad alta voce; chi "mette" il pensiero è lo Spirito incarnato) che vanno ad accentuare le parole (positive o negative) espresse dalle altre persone riguardo ad essa. E' così che ci si forma una propria idea sulla propria apparenza.

La prima forma di idea sulla propria apparenza, per un corpo umano, riguarda la propria identità sessuale. Quest'idea si forma tipicamente nei primi anni di vita del bambino e si basa sull'associazione pensiero/percezione sensoriale che in un bambino viene automatico fare: è cioè normale che un bambino si crei un proprio Ego, è anzi necessario come forma di autodifesa da ciò che non si conosce.

Come visto nei precedenti articoli della serie il primo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l'Ego maschile, il quale indica quell'Ego che ci dà un'idea di quale sia il sesso dominante, mentre il secondo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l'Ego femminile, il quale invece indica quell'Ego che ci dà un'idea di quale sia l'emozione dominante. Una terza fase del meccanismo di autodifesa biologica di un bambino è quella di ricercare, una volta fatta una selezione tra le persone adatte alla sua protezione sia da un punto di vista caratteriale che emotivo, una persona specifica tra quelle considerate protettive. E' in questa fase, il cui inizio varia da bambino a bambino a seconda di quanto le due fasi protettive precedenti abbiano soddisfatto il suo bisogno di protezione, che nasce l'Ego romantico o di coppia. Ricordiamo che tutti questi meccanismi sono puramente istintivi del corpo, sono meccanismi di autodifesa biologica: è cioè la natura stessa del corpo umano che fa sì che si crei per forza di cose un Ego nel bambino.

Nel caso in cui tale Ego romantico sia presente, anche in minima parte, solo allora è possibile che si crei un Ego familiare. Solo infatti una volta che si è creata una propria identità di gruppo, seppur minimo e ristretto ad una sola altra persona (come succede con l'Ego romantico o di coppia), allora è possibile che si crei un'idea di gruppo più estesa e che interessa le persone con cui si è cresciuti sin dalla più tenera infanzia.

Anche nell'Ego amicale si crea un'identità di gruppo, ma a differenza dell'Ego familiare non interessa le persone con cui si è cresciuti sin dalla più tenera infanzia, bensì le persone che si è frequentate sin dalla più tenera infanzia. Ciò che quindi contraddistingue l'Ego amicale è la creazione di un'identità di gruppo legata alla frequentazione di certe persone, indipendentemente che in ambito più privato si sia cresciuti con loro o meno.

La frequentazione sottintende un rapporto affettivo, ma non mentale. O meglio, ci può anche essere un rapporto mentale tra ego amici che si frequentano, ma non è requisito necessario affinché vi sia la frequentazione. Ciò che contraddistingue l'Ego amicale è cioè il rapporto emotivo tra gli amici. Se vi è anche un rapporto mentale ciò appartiene all'Ego familiare, in quanto la sintonia mentale è più connessa al concetto di familiarità che di amicizia.

L'Ego familiare riguarda quindi la dipendenza o indipendenza emotiva e/o mentale, mentre l'Ego amicale riguarda solo la dipendenza o indipendenza emotiva.

L'Ego amicale è per definizione un aspetto dell'Ego assoluto, va da sé perciò che l'Ego assoluto è anche un Ego amicale. L'Ego assoluto contiene tutti i tipi di Ego esistenti, i quali sono solo parti dell'Ego assoluto con una loro autonomia. Possiamo chiamare ognuno dei 10 Ego che vedremo (3 spirituali e 7 umani) con il nome di maschera o personalità, nel senso che sono insiemi di pensieri o comportamenti autonomi e distaccati dal nostro vero Io, il nostro Spirito, ed anzi in contrasto con esso.

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giovedì, 16 aprile 2009,01:42

ego

In base al tipo di Ego maschile, femminile e romantico che si creano in una persona, di conseguenza si possono creare due tipi di Ego familiare: dipendente o indipendente. I concetti di dipendenza o indipendenza relazionale, infatti, nascono proprio nell'ambito familiare. Vediamo meglio.

Il quarto tipo di Ego umano, in ordine decrescente di grandezza, è l'Ego familiare. Abbiamo definito l'Ego familiare come un insieme di pensieri di Credenza di un corpo che crede di avere una identità familiare, cioè all'interno della sua famiglia. Analizziamo quindi tale definizione. 

 

"un insieme di pensieri di Credenza..."

L'Ego umano è un insieme di pensieri di Credenza, e non di Sapienza come l'Ego spirituale. Ciò significa che un corpo umano si crea un Ego quando inizia ad illudersi di avere una consapevolezza, una intelligenza, ossia una capacità di comprendere la realtà. Ciò avviene quando il corpo umano comincia ad associare ad una data percezione sensoriale un dato pensiero, ossia quando il corpo umano inizia a pensare. Il corpo umano, come tutte le forme spazio-temporali, non è stato creato per pensare, ma solo per fungere da corpo ospitante per lo Spirito. E' lo Spirito che entra nel corpo e gli dà vita, consapevolezza e quindi pensiero.

Tale associazione tra percezione sensoriale e pensiero nasce quando la confusione tra proprietà e possesso (tipica dell'Ego spirituale) si prolunga per un tempo tale nell'Anima che si "cristallizza" e diventa Sapienza di Credenza, cioè l'Anima si convince a tal punto di ciò che sa che perde l'umiltà verso l'Assoluto, l'unico che tutto sa, e comincia a pretendere anche verso le altre Anime che la propria Sapienza sia vera. Quando l'Anima arriva a pretendere che la propria Sapienza sia verità assoluta, a quel punto viene meno totalmente la Fede nell'Assoluto da parte dell'Anima. E quando una tale Anima infedele si incarna in un corpo umano trasmette tale infedeltà al corpo che la ospita, e si va così a formare la Credenza di Sapienza nel corpo, cioè il corpo inizia a credere di sapere cose vere, e quando tale credenza diviene massima anche il corpo (così come successo per l'Anima) perde totalmente la Fede.

 

"...di un corpo che crede di avere..."

Quando si crea confusione tra pensiero e percezione sensoriale (derivata come detto da una confusione tra proprietà e possesso), si crea confusione tra ciò che è sostanza e ciò che è apparenza. Ciò accade poiché si valutano le cose, a partire da se stessi, non per ciò che appaiono in quanto tali (ossia in quanto percezione sensoriale) ma per ciò che gli altri pensano di come tali cose appaiano (ossia in quanto pensiero associato ad una data percezione sensoriale). In altre parole, l'Ego umano si inizia a sviluppare quando un corpo pensa di apparire nel modo in cui gli altri dicono.

 

"...una identità familiare, cioè all'interno della sua famiglia"

Dando importanza a ciò che le altre persone dicono, una persona sarà portata di conseguenza a confrontarsi con le altre persone e a misurarsi con loro, utilizzando come unità di misura le parole espresse dalle altre persone. Dando valore e considerando vere le parole altrui, una persona può costruire sopra tali parole una serie di altre parole (sì perché non sono pensieri quelli del corpo, bensì parole, o silenti ossia parole che girano per la testa, oppure espresse ad alta voce; chi "mette" il pensiero è lo Spirito incarnato) che vanno ad accentuare le parole (positive o negative) espresse dalle altre persone riguardo ad essa. E' così che ci si forma una propria idea sulla propria apparenza.

La prima forma di idea sulla propria apparenza, per un corpo umano, riguarda la propria identità sessuale. Quest'idea si forma tipicamente nei primi anni di vita del bambino e si basa sull'associazione pensiero/percezione sensoriale che in un bambino viene automatico fare: è cioè normale che un bambino si crei un proprio Ego, è anzi necessario come forma di autodifesa da ciò che non si conosce.

Come visto nei precedenti articoli della serie il primo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l'Ego maschile, il quale indica quell'Ego che ci dà un'idea di quale sia il sesso dominante, mentre il secondo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l'Ego femminile, il quale invece indica quell'Ego che ci dà un'idea di quale sia l'emozione dominante. Una terza fase del meccanismo di autodifesa biologica di un bambino è quella di ricercare, una volta fatta una selezione tra le persone adatte alla sua protezione sia da un punto di vista caratteriale che emotivo, una persona specifica tra quelle considerate protettive. E' in questa fase, il cui inizio varia da bambino a bambino a seconda di quanto le due fasi protettive precedenti abbiano soddisfatto il suo bisogno di protezione, che nasce l'Ego romantico o di coppia. Ricordiamo che tutti questi meccanismi sono puramente istintivi del corpo, sono meccanismi di autodifesa biologica: è cioè la natura stessa del corpo umano che fa sì che si crei per forza di cose un Ego nel bambino.

L'Ego romantico porta un bambino a comportarsi in modo dominante o meno, quindi, in base al pensiero che il bambino ha associato a tale persona specifica prescelta. Chiaro che maggiori saranno l'Ego maschile e l'Ego femminile nel bambino e maggiore la probabilità che esista anche un Ego romantico.

Nel caso in cui tale Ego romantico sia presente, anche in minima parte, solo allora è possibile che si crei un Ego familiare. Solo infatti una volta che si è creata una propria identità di gruppo, seppur minimo e ristretto ad una sola altra persona (come succede con l'Ego romantico o di coppia), allora è possibile che si crei un'idea di gruppo più estesa e che interessa le persone con cui si è cresciuti sin dalla più tenera infanzia.

La creazione dell'Ego familiare porta ad una chiarificazione ulteriore del concetto di Ego romantico o di coppia. Nel suo stato embrionale, infatti, l'Ego romantico o di coppia non è inteso così come noi intendiamo un rapporto di coppia amoroso con il fine di costituire poi assieme una nuova famiglia. L'Ego romantico, inizialmente, è semplicemente un rapporto di dipendenza con un'altra persona. E questa persona è solitamente, nella mente di un bambino, uno dei due genitori o un'altra persona che l'ha cresciuto.

Solo crescendo il bambino, diventando man mano più indipendente nelle attività basilari quotidiane (camminare, mangiare, ecc.), inizia a crearsi una propria idea di sé, seppur allo stato embrionale. Si inizia a formare una personalità autoreferenziale, quando invece fino ad allora vi era solo una personalità eteroreferenziale. E' in questo frangente che si crea, quindi, un Ego familiare. Familiare poiché inizialmente è con un nucleo ristretto di persone che il bambino ha principalmente a che fare, e che vede come persone legate a sé in una qualche forma.

L'Ego familiare è la prima forma di Ego umano in cui l'individuo può essere indipendente. Gli Ego maschile, femminile e romantico, cioè, sono tutti Ego di dipendenza da altri esseri. Solo con la creazione di un Ego familiare si introduce, nella mente del bambino, il concetto di indipendenza relazionale. E l'origine della creazione di questo Ego, così come per gli Ego umani precedenti, è biologica. E' cioè naturale che un bambino si crei questi Ego, che sono una creazione conseguenza diretta delle fasi di sviluppo biologico (mentale, emotivo e fisico) di un essere umano.

Con lo sviluppo di tale indipendenza biologica cambia quindi, nella mente del bambino, anche il destinatario del proprio Ego romantico o di coppia. E' soprattutto con lo sviluppo sessuale e con la connessa indipendenza biologica che il destinatario dell'Ego romantico non è più la persona vicina dominante (a livello caratteriale ed emotivo), bensì la persona che sessualmente attrae di più in un dato momento. Ciò non toglie, naturalmente, che si tratti pur sempre di una forma di Ego di dipendenza (non più emotiva e caratteriale bensì sessuale).

L'Ego familiare è per definizione un aspetto dell'Ego assoluto, va da sé perciò che l'Ego assoluto è anche un Ego familiare. L'Ego assoluto contiene tutti i tipi di Ego esistenti, i quali sono solo parti dell'Ego assoluto con una loro autonomia. Possiamo chiamare ognuno dei 10 Ego che vedremo (3 spirituali e 7 umani) con il nome di maschera o personalità, nel senso che sono insiemi di pensieri o comportamenti autonomi e distaccati dal nostro vero Io, il nostro Spirito, ed anzi in contrasto con esso.

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martedì, 12 agosto 2008,15:58

N.B. Non aspettatevi da questa sezione approfondite analisi teoriche, perché rimarrete delusi, ma solo brevi messaggi per riflettere! Per analisi più approfondite abbiamo dedicato e dedicheremo molto spazio sia nel sito www.ascensione.com sia nelle altre sezioni di questo blog.

 

Amore ed Ego sono molto simili: l'unica differenza è che l'Amore è non esclusivo. Per il resto, sono fatti della stessa sostanza.

Quando si ama si è sempre un po' egoisti, poiché amare significa volere qualcuno o qualcosa per sé, ossia poterne fare esperienza ed unirvisi. L'amore vero tuttavia non pretende l'esclusività, a differenza dell'Ego: l'amore lascia amare e si lascia amare da tutto e da tutti, purché vi sia rispetto. Mentre cioè l'egoismo è solo una parte dell'Amore, esso costituisce invece la totalità dell'Ego. Quell'egoismo parte dell'Amore è quello che siamo soliti chiamare Amor proprio.

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